Il romanzo si apre con il racconto del “malinteso”: Carlo è
stato visto nel bagno dell’università in atteggiamenti compromettenti con la
giovane studentessa Sofia. Entrambi affermano che Sofia ha avuto un malore e
lui l’ha soccorsa, ma il dubbio ormai si è insinuato tra Carlo e la moglie
Margherita. Quel presunto tradimento per lui diventa una ossessione che lo
porterà a tradire realmente la moglie molte volte pur restando innamorato di
lei esenza mai pensare di separarsi da lei. Sofia per lui rappresenta tutte le
occasioni mancate della sua vita: il romanzo che non èmai riuscito a scrivere,
la cattedra all’università ottenuta grazie all’influenza paterna e non per
meriti personali, l’incapacità di trovare un lavoro che lo soddisfi e sia
gratificante anche dal punto di vista economico. Margherita ha rinunciato alle
ambizioni da architetto aprendo una agenzia immobiliare che presto entra in
crisi costringendola, per restare nel settore a diventare una dipendente. Il
suo fisioterapista Andrea rappresenta per lei la leggerezza e la fantasia di
una distrazione sessuale consumata nonostante il ragazzo le confessi di essere
gay. Andrea a mio parere è il personaggio più disturbante per la sua attrazione
verso la violenza declinata in molti modi: prima i combattimenti tra cani e poi
quelli clandestini tra lottatori nei capannoni di periferia. Ho trovato molto
interessante il percorso di questi quattro protagonisti, soprattutto ho notato come
nonostante i rispettivi tradimenti, le bugie e le omissioni il rapporto tra i
coniugi si rafforzi forse anche grazie ai saggi consigli di Anna la madre di
Margherita. Ho molto apprezzato la fluidità nella narrazione nei continui
passaggi tra un personaggio e l’altro, le storie individuali si sono facilmente incastrate l’una nell’altra nel
creare un affresco nel quale la domanda è “ha senso essere fedeli agli altri se
per farlo bisogna tradire se stessi?”. Questo romanzo indaga con grande
attenzione e sensibilità il dolore di chi tradisce e quello di chi subisce il
tradimento, le motivazioni di chi addesca e la fatica di scegliere se perdonare
oppure no.
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mercoledì 15 maggio 2019
venerdì 15 febbraio 2019
Niente fiori ma...libri
Ecco i bellissimi libri ricevuti in regalo per S. Valentino:
- Aldo Giannuli "Come i servizi segreti stanno cambiando il mondo" ho già letto diversi libri di questo autore dedicati agli anni di piombo e sono certa che avrò molto da imparare in questo volume dedicato ai sistemi di intelligence nell'era della globalizzazione.
- Giuliano Turone "Italia occulta" questo volume è incentrato sui gravi fatti accaduti in Italia nel triennio 1978-1980. Ricostruiti dal magistrato attraverso l'analisi dei minuziosi dettagli trascurati durante i processi per arrivare ad una visione globale di un periodo tragico, ma che non può sprofondare nell'oblio.
- Giampaolo Beligni "Formato tessera. Chi erano, come vivevano e come morivano gli uomini che hanno combattuto il terrorismo in Italia" per la prima volta mi accingo a leggere un saggio che non si occupa di raccontare fatti legati agli anni di piombo o di narrare le vite di vittime e carnefici, ma offre la prospettiva di un giovane agente di polizia che illustra gli stumenti operativi e investigativi all'epoca a disposizione degli inquirenti
martedì 29 gennaio 2019
Parla mia paura
In questo libro autobiografico l’autrice ci apre il suo
mondo interiore, cadiamo con lei nel pozzo nero delle sue paure. Gli attacchi di
ansia e di panico dominano la sua vita per anni, la vediamo mettere in atto strategie di evitamento (automobili, mezzi
pubblici, luci, al neon) e rituali ripetuti in modo ossessivo che la portano ad un isolamento pressoché totale
e ad avere fantasie di morte: cammina sulla provinciale sperando di essere
investita e compie anche un tentativo di impiccagione per fortuna andato a
vuoto per il rientro anticipato della sua coinquilina. Decide infine di
iniziare un percorso con una psicoanalista durato sette anni, la diagnosi è
depressione ansiosa reattiva ed emerge, durante le sedute, il grande peso di un lutto lontano nel
tempo, ma che porta con sé un senso di colpa enorme. In coincidenza con la
fine di una convivenza durata quattro anni comincia a perdere peso e muta la
percezione del suo corpo che non riconosce più come parte del sé. Per cercare di ritrovare un po' di serenità si affida anche ad un chirurgo plastico e per un anno ogni
giovedì si reca da lui con il progetto di ridurre il seno, per lei troppo abbondante e che era stato fonte di grande disagio fin dall’adolescenza. Durante l’anno
di attesa per l’intervento il chirurgo la pesava ogni settimana attendendo
paziente che l’anoressia si stabilizzasse ad un peso accettabile prima di
procedere. Era necessaria una riconversione mentale, bisognava che Simona
acquisisse una nuova immagine di se stessa prima di effettuare l'intervento chirurgico. Simona
soffriva di depressione, era ormai anoressica e aveva una percezione alterata
del proprio corpo chiamata dismorfofobia somatopsichica. Simona inizia a stare
meglio, accetta il suo nuovo corpo con serenità e la psicoterapia l’aiuta a
perdonarsi per la morte del fidanzato, quando però decide di avere un figlio con il nuovo compagno ripiomba nel suo tetro tunnel, la depressione post partum si impossessa di lei
senza alcuna pietà. Si sente incatenata agli obblighi dell’accudimento: quel
neonato pretendeva la sua attenzione esclusiva, il suo tempo, il suo corpo e
tutti i suoi pensieri, con l’aiuto di una tata e il trasferimento dalla
montagna alla pianura emiliana la quotidianità migliora. Quando finalmente il
bambino (che nel libro non viene mai chiamato per nome) inizia ad esprimersi anche lei vede una luce in fondo al tunnel. La
parte finale del libro è quella che ho ritenuto più noiosa: i capitoli dedicati
ai giardini e a Venezia mi sono sembrati un po’ interlocutori, ma soprattutto
quello dedicato alla storia della psichiatria e ai centri di salute mentale
dell’Emila Romagna è apparso ai miei occhi come una inutile conclusione ad un
percorso coinvolgente, duro e profondamento vero e onesto. Nel complesso ho
apprezzato moltissimo questo libro, mi ha davvero toccato nel profondo e marginalmente
mi sono riconosciuta nel vissuto di questa donna e nella consapevolezza che con
la depressione si deve imparare a convivere.
lunedì 21 gennaio 2019
GDL dicembre 2018
La settimana scorsa si è svolto l'incontro del mio gruppo di lettura e ci siamo confrontati su "Fair play" di Tove Jansson. Questo breve testo, parzialmente
autobiografico, racconta uno stralcio della vita quotidiana di Mari e Jonna,
due donne finlandesi di mezza età compagne nella vita da molti anni. Jonna è
una scultrice mentre Mari è un’illustratrice, le due donne vivono nello stesso
condominio, ma in due appartamenti distinti e i loro atelier sono contigui. E’
evidente da subito l’importanza che entrambe attribuiscono alla propria
indipendenza, il rispetto assoluto degli spazi individuali nei quali dare sfogo
all’urgenza creativa pur mantenendo sempre solido il loro equilibrio come
coppia. Le due donne convivono solamente quando si recano su una piccola isola
nel mare tra la Finlandia e l’Estonia dove hanno una piccola casa nella quale
ospitano, in un episodio narrato nel libro, un burattinaio russo amico di Mari e una donna alla ricerca della
propria identità. Nel romanzo non ci sono grandi colpi di scena, ma la
descrizione di piccoli eventi quotidiani, uno sguardo sulle passioni che
scandiscono la quotidianità di Jonna: l’intaglio del legno, i film western e
l’attore Michael Fassbinder, le riprese effettuate con l’amata cinepresa Konika
durante i viaggi con la compagna. A mio parere più che di un romanzo questo
volume potrebbe essere definito una raccolta di racconti, con un comune
denominatore: Jonna e Mari, la loro capacità di rinnovarsi e rinnovare il loro
amore guardando ogni giornata, anche la più banale con occhi sempre curiosi.
giovedì 17 gennaio 2019
Viaggiare in giallo
L’unico difetto che posso imputare a questa raccolta è la brevità, infatti avrei apprezzato che ogni autore avesse avuto a disposizione maggiore spazio per sviluppare in modo più compiuto ogni trama. Quasi tutti i racconti non sono prettamente gialli classici, ma hanno una buona dose ironia e humor. Ho particolarmente apprezzato Malvaldi con i suoi vecchietti del Bar Lume, Robecchi con il suo investigatore per caso e Recami sono stati una piacevolissima sorpresa, due autori che voglio assolutamente approfondire, idem Manzini che conoscevo solo per la trasposizione televisiva delle storie del suo vice questore Rocco Schiavone. Purtroppo una certezza in negativo per me è la Giménez-Bartlett di cui avevo già letto in passato e che detesto cordialmente.
Questo libro risponde all’indizio n. 1 della Reading challenge “Un libro che contiene più racconti di autori differenti”
In viaggio con Albert
L’autore di questo romanzo Hickam Homer jr. è il figlio dei due protagonisti dei quali narra le vicende di gioventù. Elsie dopo il diploma si innamora dell’attore Buddy Ebsen e fugge con lui ad Orlando in Florida, quando quest’ultimo si trasferisce a New York in cerca di fortuna Elsie torna nel West Virginia e rassegnata sposa il suo compagno di liceo Homer. Buddy invia come dono di nozze ai due un alligatore che Elsie chiamerà Albert e sarà oggetto dell’amore incondizionato della donna. Dopo molti anni di convivenza forzata con l’animale Homer impone alla moglie un ultimatum “o me o Albert” Elsie decide allora di partire con Homer per riportare l’alligatore in Florida da qui prende vita il racconto poetico e straordinario del viaggio di questa strana famiglia attraverso gli Stati Uniti nel periodo della grande depressione. Homer durante queste settimane farà di tutto per conquistare l’amore di Elsie che, solo quando sarà sul punto di perdere il marito, gli dichiarerà il suo amore. I due vengono coinvolti spesso loro malgrado in mirabolanti avventure quali una rapina in banca, una protesta di operai, un naufragio e un uragano. Durante il percorso faranno incontri eccezionali quali gli scrittori Hemingway e Steinbeck e ritroveranno il senso della loro vita. Ho molto amato questo libro ed è stato una piacevolissima sorpresa anche perchè l’ho acquistato senza saperne nulla, solo perchè attratta dalla copertina. L’autore è il figlio dei due protagonisti e ne narra l’avventurosa esistenza con affetto e molta ironia, con la famiglia Hickam si ride, si piange e si riflette vi consiglio assolutamente questa lettura!
Questo libro risponde all’indizio n. 3 della Reading challenge “Un libro acquistato d’impulso”
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